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In occasione della festa mondiale della Poesia indetta da Unesco l’Estro Quotidiano, in collaborazione con Biblioteca Civica Marinoni e La libreria che non c’è ha il piacere di invitarLa a“festaPOESIA!” 21 marzo 2014 alle ore 21.00 al Castello Visconteo di Legnano di viale Toselli, 1.

Una liquida immersione notturna tra suoni e parole con le vibrazioni dell’arpa di Ludwig Conistabile e le seduzioni vocali di RTT RadiceTimbricaTeatromentre Echoes Pink Floyd Tribute Band distillerà per voi l’universo sonoro di “The dark side of the moon”, il concept album perfetto pubblicato il 24 marzo 1973.

FestaPoesia vorrebbe sentire anche la vostra voce e vi propone l’unico PoetryFlashMob: portate con voi la vostra poesia preferita e lasciatevi guidare nel flash temporale di un minuto, un Oom per la forza e la bellezza della Poesia.

Se qualcuno di voi è riuscito a raccogliere le dieci cartoline invito che hanno segnato questi dieci anni di “inviti alla lettura” non esitate a comunicarlo entro giovedì 20 di marzo alla Biblioteca Marinoni e troveremo il modo di celebrarvi.

L’ ingresso è libero fino ad esaurimento posti e noi vi aspettiamo con sottile piacere.

piccolo rinfresco con prodotti di http://www.buonoegiusto.it

copertinakaren

Frammenti del passato
mi finiscono nelle tasche

luminosi come gli occhi dei cani randagi,
imploranti e feroci.

Per simpatia il presente si spacca in mille pezzi
e ci s’infila dentro.

Karen Press è nata nel 1956 a Cape Town, dove risiede tuttora; è stata attiva in vari movimenti sociali nella lotta anti-apartheid. Lavora come freelance editor di libri di testo per le scuole di matematica e scienza. A partire dagli anni ottanta ha pubblicato otto raccolte di poesia e libri per bambini.

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“La rivolta è iniziata con il sangue del popolo, ribelle, e ha dipinto la liberazione sui volti di ogni essere vivo.
Sappiamo che faranno ciò che vogliono e sappiamo che tutte le vittorie portano con sé eventi tragici,

ma povero quel paese che fa dell’ignoranza il suo governante e crede nella forza delle forze americanee povero quel paese che affama il suo popolo mentre il governo gioisce dei successi economici e povero quel paese i cui cittadini si addormentano con la cittadinanza e si svegliano senza e povero quel sistema che eredita repressione.?

 Questi sono alcuni versi di una delle più famose poesie del poeta 36enne qatariota Muhammad al-Ajami uno dei poeti che hanno cantano le “primavere arabe? che a partire dal dicembre 2010 hanno scosso il Medio Oriente e il Nord Africa.

Perdonatemi la, triste, vena poetica, ma “il cantore della rivoluzione è presto finito in prigione?. Il 16 novembre 2011 al-Ajami è stato arrestato mentre era in procinto di incontrare a Doha, capitale del Qatar, le autorità di sicurezza dell’emirato. Da quel momento si è aperto un processo per 5 volte rimandato che, dopo 5 mesi di isolamento nelle patrie galere, è giunto alla propria conclusione, almeno per quanto riguarda il primo grado, il 29 novembre 2012 con una condanna shock: l’ergastolo.

Il caso al-Ajami ha però avuto una svolta nella giornata di ieri: una Corte di Appello di Doha, secondo quanto riportato da Misna (Missionary international service news agency), avrebbe ridotto la pena del “poeta dei gelsomini? dall’ergastolo a 15 anni di detenzione. ….

l’articolo nella sua intierezza lo potete leggere

 http://frontierenews.it/2013/02/qatar-ridotta-la-pena-ad-al-ajami-poeta-della-primavera-araba/

Gelsomino Tunisino

“Oh signor primo ministro, oh Mohammad al-Ghannoushi
se guardiamo al tuo potere, esso non deriva dalla Costituzione.
Non piangiamo Ben Ali, nè piangiamo la sua epoca, che rappresenta solo un piccolo punto nella linea della storia.
La dittatura è un sistema repressivo e tirannico la Tunisia ha annunciato la sua rivolta popolare.
Se critichiamo, critichiamo solo ciò che è meschino e infimo,
se cantiamo lodi, lo facciamo in prima persona.
La rivolta è iniziata con il sangue del popolo, ribelle, e ha dipinto la liberazione sui volti di ogni essere vivo.
Sappiamo che faranno ciò che vogliono e sappiamo che tutte le vittorie portano con sé eventi tragici,
ma povero quel paese che fa dell’ignoranza il suo governante e crede nella forza delle forze americane
e povero quel paese che affama il suo popolo mentre il governo gioisce dei successi economici e povero quel paese i cui cittadini si addormentano con la cittadinanza e si svegliano senza e povero quel sistema che eredita repressione.
Fino a quando sarete schiavi di tanto egoismo?
Quando il popolo prenderà coscienza del suo vero valore?
Quel valore che gli viene nascosto e che presto dimentica?
Perché i governi non scelgono mai il modo per porre fine al sistema del potere tirannico che sa della sua malattia e insieme avvelena il suo popolo che sa che domani sulla sua sedia si siederà il suo successore.
Non tiene in conto che la patria porta il nome suo, e della sua famiglia, quella stessa patria che conserva la sua gloria nelle glorie del popolo, quel popolo che risponde con una voce sola ad un solo destino: siamo tutti tunisini davanti all’oppressore!
I governi arabi, e chi li guida, tutti, ugualmente, ladri.
Quella domanda che toglie il sonno a chi se la pone, non troverà risposta in chi incarna l’ufficiale.
Se possiamo importare ogni cosa dall’Occidente, perché non importiamo anche i diritti e la libertà??