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Emergency sulla guerra in Mali

Pubblicato: 20 gennaio 2013 in pace, politica
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SULLA GUERRA IN MALI

Il ministro degli Esteri Terzi ha dichiarato che l’Italia offrirà “supporto logistico all’operazione in Mali?.

La disponibilità è stata motivata con la necessità di “evitare il consolidamento di una presenza terroristica che minaccia il Paese?.

Non abbiamo mai visto una guerra che abbia fermato il terrorismo, ma abbiamo visto il contrario: il terrorismo e la violenza che vengono alimentati dall’intervento militare e dall’occupazione straniera. L’esito del conflitto afgano è l’esempio sotto gli occhi di tutti.

Il ministro della Cooperazione Riccardi ha dichiarato che l’Italia si prepara ad appoggiare “un’operazione delle Nazioni Unite in cui però vediamo una preponderante necessità di stabilizzazione, di aiuto umanitario per i profughi, di sostegno alla nascita di una governance politica e civile della regione?.

Agire – prima – per la stabilizzazione, l’aiuto umanitario, il sostegno alla nascita di una governance politica e civile, il controllo sul mercato delle armi che l’Europa e l’Italia esportano in quantità anche verso Stati che non rispettano i diritti umani, avrebbe forse potuto prevenire la guerra che adesso sembra inevitabile. Si chiama politica estera.

Europa e Italia sembrano ormai aver rinunciato definitivamente a condurre una vera politica estera, con gli strumenti della diplomazia e della pratica dei diritti, avendo scelto di sostituirla sistematicamente con l’opzione militare.

La situazione umanitaria in Mali è molto grave, ma l’unico intervento nel quale l’Occidente è disposto a impegnarsi è quello armato, che non farà altro che acuire l’instabilità politica dell’area e peggiorare le condizioni di vita della popolazione.

L’Italia, con la sua Costituzione, ha scelto oltre sessant’anni fa di ripudiare la guerra perché ne aveva toccato con mano le sue conseguenze: distruzione e morti.

Era stato detto “Mai più?, ma ancora una volta quella decisione è diventata negoziabile: ancora una volta la guerra porterà violenza laddove c’è invece bisogno di difendere i diritti umani fondamentali.

Emergency rifiuta questa guerra, come rifiuta tutte le guerre: sono la nostra etica, il nostro lavoro e la nostra Costituzione a chiedercelo. Emergency continua a credere che l’unico antidoto efficace al terrorismo, alla violenza e alla guerra sia la pratica dei diritti umani. Ogni giorno, per tutti.

LA REPUBBLICA. IT 10-01-13
Italiani alla notte delle Stelle:
c’è anche il film su Emergency
“Open heart”, candidato agli Oscar come miglior corto documentario, racconta le attività in Sudan del Centro Salam di cardiochirurgia. In Italia sarà in vendita dal 14 gennaio: parte del ricavato devoluto alla struttura
Oltre a Dario Marianelli, candidato italiano per la colonna sonora di Anna Karenina, alla cerimonia degli Oscar che si terrà il 24 febbraio prossimo, a Los Angeles, ci sarà un altro pezzetto – piccolo, ma importante – del nostro Paese: i volontari e i medici di Emergency, protagonisti del minifilm Open Heart. Candidato alla statuetta dorata nella categoria miglior corto documentario.
Diretta da Kief Davidson, la pellicola narra la storia di di otto bambini ruandesi che lasciano le loro famiglie per andare in Sudan e sottoporsi a un delicato intervento al cuore al Centro Salam di cardiochirurgia di Emergency, a Khartoum. Le loro valvole cardiache sono state seriamente compromesse dalla malattia reumatica: e così essere operati è davvero l’unica possibilità di salvezza.
Un’opera he documenta una delle tante attività sul campo dell’associazione. E che squarcia il velo su uno dei problemi gravi che affligge l’Africa: nel continente ci sono infatti circa 18 milioni di persone affette da questa malattia, e che hanno bisogno di essere operate. Il Centro Salam, aperto nel 2007, è l’unica struttura presente sul territorio che offre cure cardiochirurgiche di elevata qualità e gratuite. Come dice Strada, fondatore di Emergency nonché chirurgo del Centro, nel film, “una cosa è avere gli stessi diritti sulla carta. Tutt’altra è analizzare i contenuti di quelli che vengono chiamati diritti. Il mio diritto alla salute come europeo include una Tac e altri diagnosi sofisticate, ma per un africano il diritto a essere curato si ferma a un paio di vaccinazioni e alcuni antibiotici”.
Coprodotto dall’emittente televisiva franco-tedesca ARTE, Open Heart è già stato presentato al Docuweeks di New York, all’Hamptons International Film Festival e al Documentary Film Festival di Amsterdam. In Italia sarà disponibile per la vendita da lunedì 14 gennaio, in formato digitale o in dvd, attraverso il sito di Emergency. Parte del ricavato andrà a favore del Centro Salam.

IL FATTO QUOTIDIANO 29-11-12

Emergency, due minuti per conoscere 18 anni di storia

Due minuti per conoscere 18 anni della storia di Emergency e la sua vera natura, oltre ai risultati delle sue azioni e i traguardi raggiunti. La storia dell’associazione viene rappresentata attraverso un animazione online in stile cartoonesco consultabile con lo scroll del mouse anche sul sito internet dedicato all’operazione e sulla pagina di Facebook dell’associazione. La campagna, online dalla seconda settimana di novembre, sta conseguendo già ottimi risultati, e ha già raccolto su Facebook oltre 22mila like.

“Proprio ora che ci penso – spiega Cecilia Strada – Emergency diventa maggiorenne. Abbiamo scelto di provare a raccontarci in modo diverso, col fumetto”. Si tratta di “raccontare una storia lunga e molto densa”, fatta di risultati. Strada ricorda infatti che grazie all’associazione “quasi 5 milioni di persone curate, aperti 43 tra ospedali e presidi sanitari in 16 paesi”. Per questo, conclude, “abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti”. I successi finora infatti sono stati resi possibili dai “nostri concittadini e di fatto quella di Emergency è una storia italiana”.