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 we want sex equality – lo sciopero che cambiò la storia –

Il film,con la piacevolezza e l’ironia della commedia, racconta la storia di una donna che ha cambiato il mondo:. Nel 1968 Rita O’Grady (interpretata dalla brillante Sally Hawkins) guidò lo sciopero delle 187 operaie della fabbrica Ford nell’Essex (Inghilterra), riuscendo a porre le basi per la legge sulla parità di diritti e di salario tra uomo e donna. Stanche di essere classificate come “operaie non qualificate”, Rita e le colleghe riuscirono per la prima volta a richiamare l’attenzione di sindacati, comunità locali e governo.

 6 Marzo 2013

Presso la Sala Consiliare di Busto Garolfo ingresso dal parco comunale via Mazzini

– ore 21.00 – Ingresso libero – a seguire buffet

in collabotazione con ACLI Busto Garolfo e Gruppo San Rocco

 con il patrocinio del Comune di Busto Garolfo

in occasione della giornata internazionale della donna

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Dalla scrittrice albanese Elvira Dones una lettera aperta alpremier Silvio Berlusconi in merito alla battuta del Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi?. In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e ha chiesto più vigilanza all’Albania.
Poi ha aggiunto: “Faremo eccezioni solo per chi porta belle ragazze?.

“Egregio Signor Presidente del Consiglio,
le scrivo su un giornale che lei non legge, eppure qualche parola gliela
devo, perché venerdì il suo disinvolto senso dello humor ha toccato persone
a me molto care: “le belle ragazze albanesi?. Mentre il premier del mio
paese d’origine, Sali Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella
lotta agli scafisti, lei ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze
possiamo fare un’eccezione.?
Io quelle “belle ragazze? le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di
notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da
Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro
vite violate, strozzate, devastate. A “Stella? i suoi padroni avevano inciso
sullo stomaco una parola: puttana. Era una bella ragazza con un difetto:
rapita in Albania e trasportata in Italia, si rifiutava di andare sul
marciapiede. Dopo un mese di stupri collettivi ad opera di magnaccia
albanesi e soci italiani, le toccò piegarsi. Conobbe i marciapiedi del
Piemonte, del Lazio, della Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora –
tre anni più tardi – che le incisero la sua professione sulla pancia: così,
per gioco o per sfizio.
Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto della società,
non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre e nonna. Quel puttana
sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di speranza e di fiducia nell’
uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha distrutto l’utero.
Sulle “belle ragazze? scrissi un romanzo, pubblicato in Italia con il titolo
Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario per la tivù svizzera:
andai in cerca di un’altra bella ragazza, si chiamava Brunilda, suo padre mi
aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era un padre come tanti
altri padri albanesi ai quali erano scomparse le figlie, rapite, mutilate,
appese a testa in giù in macellerie dismesse se osavano ribellarsi. Era un
padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E ancora oggi il padre di
Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per sempre, affogata in mare o
giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui continua a sperare, sogna il
miracolo. E’ una storia lunga, Presidente… Ma se sapessi di poter contare
sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o le spedirei il
documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma l’avviso,
signor Presidente: alle battute rispondo, non le ingoio.
In nome di ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste poche
righe gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione l’Albania
s’è inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse mani, ma nel
popolo albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare a
spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né comprensione
per le umiliazioni gratuite. Credo che se lei la smettesse di considerare i
drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe
che da guadagnarci.
questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi giorni in cui
infuria la polemica Bertolaso, ma si lega profondamente al pensiero e alle
azioni di uomini come Berlusconi e company
pensieri e azioni in cui il rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni
giorno, azioni che non sono meno criminali di quelli che sfruttano le
ragazze albanesi
sono solo camuffate sotto gesti galanti o regali costosi
mi vergogno profondamente e chiedo scusa anch’io a tutte le donne albanesi
Merid