Archivio per la categoria ‘cultura’

memoria2016-1

logolibpace

ESPOSIZIONE DI ARTIGIANATO TESSILE DEL BANGLADESH

domenica 22 e lunedì 23 nei locali sovrastanti la biblioteca comunale nell’ambito della fiera autunnale, potrete visitare la mostra sulle donne della comunità di BaSe (Bangladesh) con esposizione di grembiuli ricamati e pannelli con foto e storia del riso.
La mostra è allestita dalla Bottega equosolidale e dalla Associazione culturale La libreria che non c’è con la partecipazione della cascina sonzogni Paolo che esporrà qualche tipo di riso tipico delle nostre parti: i coltivatori del sud che si uniscono a quelli del nord del mondo.

Il progetto “Price is Rice? è frutto della relazione ventennale tra l’Associazione Solidarietà di Sondrio e il consorzio BaSE (Bangladesh Shilpo Ekota, Unione delle donne artigiane del Bangladesh). BaSE è stata fondata dal missionario saveriano Giovanni Abbiati, per rendere possibile l’accesso ad un mercato equo e rispettoso del lavoro delle donne.

Dall’incontro di culture ed esperienze scaturito tra 6 studenti della Nuova Accademia delle Belle Arti di Milano e 25 artigiane bengalesi della cooperativa BaSe, nasce una serie di grembiuli da cucina in cotone naturale ricamati con la tradizionale tecnica del kantha: dieci diversi modelli nella doppia versione ecrù e nero, ognuno con un disegno unico. L’obiettivo è valorizzare l’abilità manuale delle artigiane.

Il punto semplice del kantha si raddoppia a formare un chicco di riso, elemento base dell’alimentazione di gran parte della popolazione mondiale, utilizzato come valuta universale in tutte le latitudini. Il riso come base su cui si calcolano le retribuzioni, che stabilisce, con un meccanismo informale ma efficace, la soglia di sopravvivenza o di povertà. Il riso è una “valuta? per calcolare il guadagno delle artigiane molto più comprensibile della moneta locale.

Al grembiule è applicata un’etichetta che indica al consumatore finale la quantità di riso che la donna che l’ha confezionato e ricamato può acquistare grazie al proprio lavoro. Le artigiane parlano del proprio lavoro:

“…ci stimiamo di più, siamo orgogliose di noi stesse. Prima sapevamo fare le solite cose. Con questa attività siamo diventate esperte in vari campi: ognuna di noi sa fare tipi diversi di lavorazione. Senza parlare poi delle attività connesse, come preparare le spedizioni, l’amministrarci, il radunarci per discutere dei nostri problemi, il fatto di dover prendere decisioni anche importanti…?

il nostro non è un lavoro a tempo pieno, e non propone di esserlo. Tutte noi abbiamo i lavori domestici da sbrigare e varie attività che occupano buona parte della nostra giornata, ma l’attività artigianale occupa un posto privilegiato nella nostra vita. E’ un lavoro in cui riusciamo a esprimere la nostra abilità, il nostro gusto…?

quest’attività ci permette di lavorare insieme, ci dà modo di parlare di quello che ci interessa. E poi sapere che quello cui stiamo lavorando andrà all’estero…un po’ una parte di noi che va all’estero!?

le vite dei miei familiari sono appese al filo con cui ricamo e parla loro di me….?

ora abbiamo un posto nella società: se c’è un problema che riguarda le donne veniamo interpellate. Possiamo dire la nostra riguardo al matrimonio delle nostre figlie….?

non dobbiamo più chiedere i soldi al marito o al suocero per andare dal dottore

o per farci visitare mensilmente durante la gravidanza…?

 logolibpace

mondipossibili

Le vie dei canti 2-1